Mutuo fisso o variabile? Come decidere con i numeri
- Fisso: rata certa per sempre, paghi di più per quella certezza. Variabile: rata più bassa oggi, ma cambia con i tassi.
- Il test che conta: simula il variabile con il tasso aumentato di 2 punti. Se la rata resta sostenibile, il variabile è un'opzione.
- Fai i conti con Calcolatore Mutuo su entrambi gli scenari, prima di parlare con la banca.
È la domanda classica davanti all'offerta del mutuo: fisso o variabile? La risposta onesta è che nessuno sa come si muoveranno i tassi nei prossimi 20 anni. Gli esperti sbagliano previsioni da decenni. Quello che puoi fare, però, è non giocartela sul pronostico: decidere in base a quanto il tuo bilancio regge l'incertezza.
La differenza, in due righe
- Tasso fisso: il tasso è fissato al momento della firma e non cambia mai. La rata è identica a giugno come a dicembre, per tutta la durata.
- Tasso variabile: il tasso segue un indice (in genere l'Euribor) più uno spread fisso. Se i tassi scendono, la rata scende; se salgono, sale. In genere la rata si aggiorna ogni uno o tre mesi.
- Misto e cap: varianti con tassi diversi per periodi o con un tetto massimo alla salita del variabile. Le offerte cap costano un po' di più del variabile puro, ma ti mettono un limite.
Il metodo in tre passi
- Chiedi entrambe le offerte per iscritto. Ti servono i TAN (operatore fisso e variabile) e il TAEG, che include le spese.
- Fai tre simulazioni con Calcolatore Mutuo:
- fisso, con il TAN offerto;
- variabile, con il tasso attuale;
- variabile «pessimistico», con il tasso attuale aumentato di 2 punti.
- Guarda le tre rate accanto al tuo budget. Regola pratica: la rata non dovrebbe superare un terzo del reddito netto mensile. Se la rata «pessimistica» sfonda questa soglia, il variabile è un azzardo per il tuo caso.
Facciamo un esempio con 150.000 euro su 25 anni: fisso al 3,2% = rata circa 727 euro. Variabile al 2,8% = circa 695 euro, che con un aumento di 2 punti arriva a circa 925 euro. La domanda non è «qual è il tasso più basso oggi», ma «posso permettermi 925 euro al mese se va male, per il privilegio di risparmiare 30 euro al mese adesso?».
Quando scegliere l'uno o l'altro
- Fisso: budget tirato, reddito non crescente (o incerto), mutui lunghi (25-30 anni), nessuna voglia di seguire i tassi. È la scelta che dorme tranquilla.
- Variabile: rate già largamente sostenibile (sotto il 25% del reddito), orizzonte più corto o piani di estinzione parziale, e nervi saldi per i periodi di salita. Ha senso quando il risparmio mensile oggi è consistente.
- Cap: quando ti piace l'idea del variabile ma vuoi un tetto. Si paga qualcosa in più: leggi con attenzione quanto è alto il cap e per quanto tempo copre.
Le clausole da leggere prima di firmare
- Preammortamento, istruttoria, perizia: le spese iniziali vanno contate nel costo totale.
- Assicurazioni abbinate: alcune sono obbligatorie, altre «consigliate». Chiedi di esplicitare cosa succede se rifiuti.
- Estinzione anticipata: senza penali per i mutui ordinari, ma verificalo per le varianti.
- Surroga: puoi sempre portare il mutuo a un'altra banca se trovi condizioni migliori. Questo è il vero paracadute del variabile: firmi, e se i tassi diventano pesanti valuti la surroga.
La surroga è gratuita e non richiede il consenso della tua banca. Molti la dimenticano: significa che un variabile firmato oggi non ti rinchiude per 25 anni. Ricorda però che la surroga richiede i tempi della burocrazia e non la fai «in un weekend».
Domande frequenti
Quale scegliere se i tassi sono bassi?
Quando il fisso è storicamente basso, il costo della certezza scende: è il momento in cui il fisso è più invitante. Quando il variabile è molto più basso del fisso, stai comprando un'opzione che il mercato prezza: valuta quanto vale per te.
Il variabile può salire senza limite?
Sì, salvo clausole cap. È il motivo per cui il test dei due punti in più è il primo passo di ogni valutazione seria.
Posso cambiare idea dopo?
Il fisso si può rinegoziare con la banca o surrogare con un'altra; il variabile idem. La «scelta per sempre» è meno definitiva di quanto sembri: cambia il costo del cambio, non l'impossibilità.
Il consulente della banca può consigliarmi oggettivamente?
Il consulente vende prodotti della sua banca: non è cattiveria, è il ruolo. Arriva con i tuoi tre numeri già calcolati, fai le domande per iscritto e confronta almeno due istituti. E se vuoi un parere indipendente, il consulente del consumatore o un broker creditizio possono aiutarti.
Commenti